All the books i’ve loved

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Foto di Elisabetta Bronzino

[Redazione]

Estate a Napoli. C’è tempo fino al 7 settembre per visitare la mostra All the books i’ve loved. Un percorso tra i riferimenti culturali dell’artista Marc Kalinka, ma anche una riflessione sul linguaggio, sulla parola scritta, sull’identità, sulla memoria.

In un’epoca in cui gli strumenti di comunicazione stravolgono il linguaggio verbale e quello scritto e ricategorizzano i modelli del sapere, ci interroghiamo circa la nostra identità e la nostra consapevolezza e responsabilità; ci chiediamo se la creazione identitaria sia un fattore culturale.

Riprendendo le parole dell’antropologo Francesco Remotti: “l’identità si nutre di scrittura, ovvero la scrittura offre all’identità un’armatura particolarmente efficace. Il testo scritto è qualcosa che inchioda l’identità, che la stacca dal flusso e dal turbinio delle possibilità alternative per fissarla in una forma perenne” (F. Remotti, Contro l’identità, 1996).

Secondo Goody la scrittura è una forma tecnologicamente armata per sfidare il tempo. Nelle opere di questa mostra è proprio il testo letterario a rivelare la raffigurazione, l’immagine, il volto. I ritratti di Fedor Dostoevsky, Michail Afanas’evič Bulgakov, Heinrich Boell e l’effige di Surrealim prendono forma grazie all’impaginazione dell’intero testo del libro e si delineano delicatamente tra le righe, grazie ai diversi gradi di opacità delle lettere.

Partendo dunque dalla propria sfera emotiva e personale Marc Kalinka sottolinea l’importanza della scrittura e quindi della lettura; riflette sulla memoria, ricerca la dimensione individuale di consapevolezza e responsabilità dell’essere umano.

Le opere sono presentate a Napoli negli spazi di Co.R.E. – Contemporary Room Exhibit – una sala del 1500 adiacente alla Basilica di S. Paolo Maggiore, antistante l’ingresso del percorso archeologico di Napoli Sotterranea nella centralissima Piazza San Gaetano a Napoli.

.Marc Vincent Kalinka è un artista italiano di origine russe residente a Milano. Nell’arco della sua carriera artistica si è confrontato con molteplici canali espressivi, musica, regia, recitazione, mimo, video, fotografia, installazioni multimediali, performance, per approdare alla stampa digitale, alla serigrafia, alla scultura ed infine al design.

Partecipa come artista a due edizioni della Biennale di Mosca (2005, 2007), tre edizioni della Biennale di Venezia (2007, 2011, 2013), partecipa al Festival Internazionale dei Giardini di San Pietroburgo su invito del Museo Statale Russo (2011). Espone a Frieze Art Fair, Londra, Just Madrid e Loop Barcelone (2010). Nel 2013 partecipa alla mostra “Yona Friedman. Genesis of a vision” presso l’Università di Architettura di Losanna. Nel 2014 partecipa ad Art Brussels e Manifesta 10, con il progetto BLKNZM. Nel 2015 espone a Scope NY, in una personale al Museo Civico di Zilina e al Ministero per gli affari esteri Slovacco a Bratislava.

Dell’anno in corso, 2016 sono la partecipazione al Fuorisalone di Milano e alla Design Week di San Pietroburgo e la fondazione della MVK Revo Design. Nelle mostre collettive ha esposto insieme a grandi nomi dell’arte contemporanea, come Adrian Paci, Roberto Cuoghi, Jota Castro, Carlos Garaicoa e alcune sue opere fanno parte di prestigiose collezioni corporate e private.

[Curatela e l’ufficio stampa sono di Gisa Bruno]

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Autore: OndeCorte

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