Laboratorio Ventotto proietta “La sposa siriana” di Eran Riklis

Clara Khoury

[Redazione]

Prosegue venerdì  3 novembre alle 20.45 in via Montesanto 28 a Cagliari, con la proiezione del film La sposa siriana di Eran Riklis (Francia-Germania-Israele 2004, 97′) la rassegna “DENTRO. Rassegna cinematografica sulle carceri, i muri, la vita nonostante”, organizzata dal Circolo del cinema FICC LaboratorioVentotto.

Il film è ambientato sulle alture del Golan, occupate da Israele a partire dal 1967 e da allora oggetto di contestazione da parte della Siria: qui vivono molti molti drusi, considerati dalle carte d’identità israeliane “apolidi” e qui la protagonista, Mona, va in sposa ad un famoso attore televisivo siriano, pur sapendo che una volta oltrepassato il confine siriano non potrà mai più fare ritorno alla propria famiglia.

Il matrimonio fa venire alla luce le contraddizioni politiche, culturali e sociali all’interno dell’area e della famiglia: il padre non può partecipare al matrimonio perché gli è precluso l’accesso alle zone di confine militarizzate, il fratello non è accettato dal padre perché ha sposato una donna russa, le donne hanno codici di comportamento e di comunicazione che le oppongono ai valori della società maschilista.

La rassegna si propone di indagare il tema della “reclusione”: dall’istituzione simbolo del carcere, soffermandosi sui soggetti “reclusi”, sulle modalità del loro disciplinamento e le ragioni prodotte a legittimare tale esercizio di potere, per poi proseguire, allargando materialmente e metaforicamente il suo orizzonte al “di fuori”, ovvero al cittadino apparentemente libero costretto, invece, ad una libertà ristretta, condizionata dall’ordine costituito, una prigione dalle pareti “morbide”,  a cui non rimane che passeggiare all’interno del recinto sociale in cui si trova per censo e legami familiari.

Il percorso della rassegna si snoda attraverso una serie di film ambientati all’interno del carcere – dal classico Nick mano fredda al recentissimo Fiore, dal caso di mala giustizia raccontato da Paolo Carboni in 185 giorni sul caso Scardella, dalla lontana IRA di Hunger alla sin troppo vicina Genova di DiazNon pulire questo sangue –  progressivamente allargandosi ad altre carceri: le cattolicissime lavanderie di Magdalene, in cui venivano recluse ragazze ritenute colpevoli di comportamenti sessuali troppo liberi, alla cella dell’ospedale psichiatrico in cui è morto Francesco Mastrogiovanni, sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, alla cella invisibile costituita da una burocrazia informatizzata e disumana di Io, Daniel Blake.

L’ingresso a tutte le iniziative è libero con tessera annuale 2017 del Circolo del Cinema FICC Laboratorio Ventotto. La tessera ha un costo di 10€ sostenitori; 5€ ordinaria; 2,50€ per studenti e studentesse, precari/e, disoccupati/e, giovani sotto i 30 anni. Ad ogni proiezione seguirà la discussione.

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Autore: OndeCorte

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