LaboratorioVentotto proietta “Fiore” di Claudio Giovannesi

[Redazione]

Nuovo appuntamento martedi 28 novembre alle 20.45 in via Montesanto 28 a Cagliari: all’interno della rassegna cinematografica “DENTRO. Rassegna cinematografica sulle carceri, i muri, la vita nonostante”, organizzata dal Circolo del cinema FICC LaboratorioVentotto e finanziata dalla RAS – Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport si proietta e si discute il film Fiore di Claudio Giovannesi (Italia 2016, 110′).

La protagonista del film è Daphne, adolescente che, detenuta in carcere minorile per rapina, si innamora di un altro giovane detenuto, Josh. In carcere l’amore, gli incontri, lo stesso scambio epistolare sono vietati. Il loro amore adolescenziale vive così di sguardi, brevi conversazioni da una cella all’altra, lettere clandestine, in un carcere che oltre che privazione della libertà diventa anche limitazione dell’amore, dei corpi, della sessualità.

 La rassegna cinematografica Dentro si propone di indagare il tema della “reclusione”: dall’istituzione simbolo del carcere, soffermandosi sui soggetti “reclusi”, sulle modalità del loro disciplinamento e le ragioni prodotte a legittimare tale esercizio di potere, per poi proseguire, allargando materialmente e metaforicamente il suo orizzonte al “di fuori”, ovvero al cittadino apparentemente libero costretto, invece, ad una libertà ristretta, condizionata dall’ordine costituito, una prigione dalle pareti “morbide”, a cui non rimane che passeggiare all’interno del recinto sociale in cui si trova per censo e legami familiari.

Il percorso della rassegna si snoda attraverso una serie di film ambientati all’interno del carcere – dal classico Nick mano fredda al recentissimo Fiore, dal caso di mala giustizia raccontato da Paolo Carboni in 185 giorni sul caso Scardella, dalla lontana IRA di Hunger alla sin troppo vicina Genova di DiazNon pulire questo sangue – progressivamente allargandosi ad altre carceri: le cattolicissime lavanderie di Magdalene, in cui venivano recluse ragazze ritenute colpevoli di comportamenti sessuali troppo liberi, alla cella dell’ospedale psichiatrico in cui è morto Francesco Mastrogiovanni, sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, alla cella invisibile costituita da una burocrazia informatizzata e disumana di Io, Daniel Blake.

 

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Autore: OndeCorte

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