USB su carbosulcis

lavoratori[Redazione Ondecorte]

La USB, unità sindacale di base, a nome della stragrande maggioranza dei dipendenti della società Carbosulcis, realizza la mancanza di una chiara strategia ufficiale da parte della giunta regionale riguardo la vertenza Carbosulcis. La procedura d’indagine (che a breve evolverà in procedura d’infrazione a danno della nostra azienda) da parte della commissione europea sta per giungere al termine e tra i lavoratori la preoccupazione è crescente. E’ noto che solo la presentazione di un progetto che segua rigorosamente le procedure europee per una dismissione “controllata” sia l’unica strada percorribile in questa situazione: ci si chiede quali passi ha intenzione d’intraprendere la Regione in qualità di azionista unica della Carbosulcis S.p.a. Sono allarmanti le dichiarazioni di questi giorni provenienti dalle segreterie provinciali dei sindacati confederali , che parlano di non condividere e sottoscrivere un eventuale piano di chiusura della miniera. Rinunciando alla dismissione, così come invece è già avvenuto in numerose realtà carbonifere europee, si rifiuterebbero i fondi stessi messi a disposizione della comunità. Risorse che servirebbero ad attutire le conseguenze di una “messa in mora” della società e salvaguardare in qualche modo gli otre 400 posti di lavoro. L’impressione che aleggia da tempo tra i dipendenti della Carbosulcis è che per assecondare l’interesse di poche persone (che forse mirano ad una buona uscita a spese della regione o ad altri meri interessi elettorali) si giochi sulla pelle del resto dei lavoratori. La mancanza di un adeguato piano che prevede la chiusura della miniera da presentare nell’immediato a Bruxelles significherebbe spegnere le speranze di poter avviare le bonifiche del territorio e promuovere iniziative che riguardano la valorizzazione dell’ambiente. Ogni altro tipo di progetto non finalizzato alla progressiva dismissione, e con essa il graduale accompagnamento dei lavoratori che hanno maturato i requisiti di fine rapporto, potrebbe risultare cassato dalla commissione europea con conseguenti danni irreversibili per i lavoratori e l’intero territorio.

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Autore: OndeCorte

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